inquisizione e Magia

02.09.2012 17:49

 

Come abbiamo visto, le persecuzioni organizzate cominciarono quando papa Gregorio IX decretò che gli eretici dovevano essere consegnati al braccio clericale ai fini dell'esecuzione della pena. Le centinaia di morti torturati e bruciati testimoniano la follia dell'Inquisizione cattolica contro gli "eretici".

A tali stragi, si affiancarono in seguito le cacce alle streghe, massacri compiuti contro tutte quelle donne anche solo sospettate di praticare la stregoneria.
Intanto, però, alle cerimonie stregonesche la chiesa cattolica romana opponeva sue personali forme di magia - riprese dalle religioni pagane e leggermente modificate - come acqua santa, candele benedette, rosari, reliquie, e varie cerimonie, che sussistono ancora oggi, nonostante i divieti della Bibbia.

Il punto di partenza delle nuove persecuzioni, sul piano giuridico, fu la bolla di papa Innocenzo VIII (1484), Summis desiderantes affectibus, che autorizzava a procedere formalmente contro le streghe, tramite procedure giudiziarie, funzionari inquisitoriali, processi, e prevedeva i casi in cui applicare la pena di morte.

Due anni dopo furono pubblicati decine di migliaia di esemplari di un manuale per gli inquisitori, il Malleus maleficarum (Martello delle streghe), scritto da due inquisitori domenicani tedeschi, Heinrich Institoris e Jakob Sprenger.
Questo libro, approvato dai teologi di Colonia nel 1487, era un'accozzaglia di credenze e superstizioni mescolate alla teologia, direttive su come svolgere i processi e le torture, ed esprimeva così il pensiero dell'epoca sulle donne: "Che cosa è la donna se non un nemico dell'amicizia, una inevitabile punizione, un male necessario, una tentazione naturale?"
Altre opere simili sono il De strigiis e il Lucerna inquisitorum, di Bernardo da Como; il Compendium maleficarum di Francesco M. Guazzo; e il De strigibus di Bartolomeo Spina.

Qualcuno si chiederà se il pensiero dell'epoca sulle donne fosse di origine Biblica. Ancora una volta la risposta è negativa. Già moltissimo tempo prima (quasi 15 secoli), contro le concezioni del tempo, la Bibbia dichiarava l'uguaglianza dell'umanità davanti a Dio: "Non c'è qui né Giudeo né Greco; non c'è né schiavo né libero; non c'è né maschio né femmina; perché voi tutti siete uno in Cristo Gesù"

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